Horace Bénédict de Saussure e la conquista del Monte Bianco 

Horace Bénédict de Saussure e la conquista del Monte Bianco

Sancito scientificamente il primato del Monte Bianco e sostanzialmente terminata l’esplorazione “orizzontale” del pianeta, alla metà del XVIII secolo, la conquista della più elevata vetta alpina e della altre più importanti montagne delle catena, divengono una priorità a livello continentale per una minoranza, comunque importante, di intellettuali, scienziati, avventurieri, che diverranno la prima grande vere generazione di alpinisti.

Horace-Bénédict de Saussure @Wikipedia

Horace-Bénédict de Saussure @Wikipedia

La figura trainante e fondamentale di questo movimento verticale, è senza dubbio il ginevrino Horace Bénédict de Saussure (1740-1799) che giunge nel 1760 a Chamonix e che, da quel momento, avrà nel Monte Bianco la sua magnifica ossessione. Saussure, sinceramente conquistato ed entusiasmato dal Bianco, riversa tutte le sue energie, il suo cospicuo patrimonio e le sue conoscenze enciclopediche sulla montagna, esplora i ghiacciai, compie studi e misurazioni e soprattutto offre una ricompensa a chi raggiungerà per primo al vetta del Bianco. Egli però è un esploratore, uno scienziato, non è attirato soltanto dal primato del Monte Bianco ed è tra i primi a compiere sopraluoghi e rilevamenti scientifici su cime della Valle d’Aosta fino ad allora ignorate anche dai cartografi e dai genieri militari. Se la salita al Mont Crammont del 1778 è funzionale a studiare il Monte Bianco, ugualmente significative sono le ascensioni compiute con Laurent-Joseph Murith, canonico dell’ospizio del Gran San Bernardo, al Mont Chenalette, al Mont Mort e soprattutto al più impegnativo Mont Velan (nel 1779 con i cacciatori Genoud e Moret).

Dopo una prima fase di stasi, partono i primi tentativi di “attacco” al Bianco. La prima spedizione che raggiunge una quota significativa è quella del 14 luglio 1775, quando Jean Nicolas Couteran, Francois Paccard, Michel Paccard, Victor Tissai giungono al Petit Plateau per la Montagne de la Cote.

Michel Gabriel Paccard @Wikipedia

Michel Gabriel Paccard @Wikipedia

Da questo momento si succedono numerosi tentativi mentre irrompono sulla scena i due protagonisti della prima salita: Michel Gabriel Paccard (1757-1827), figlio del notaio di Chamonix, laureato in medicina a Torino nel 1779 e Jacques Balmat (1762-1834), cercatore di cristalli. L’approccio all’alpinismo sono per i due molto diversi: per Paccard l’alpinismo è motivazione interiore, dove l’anelito della conquista si unisce a un interesse appassionato per le montagne e a uno studio sistematico della loro morfologia per coglierne i punti deboli; Balmat è invece principalmente attirato dal premio offerto da De Saussure e dai benefici economici che la conquista della vetta può comportare. Senza volere entrare nei dettagli della salita, Paccard e Balmat riescono a raggiungere la vetta del Monte Bianco il 7 agosto del 1786, salendo per la Montagne de la Côte, il Petit Plateau, il Grand Plateau e i Rochers Rouges. Enorme è il clamore dell’impresa in tutta Europa. Poco dopo si scatenerà la prima grande diatriba della storia dell’alpinismo: Balmat infatti, in gran parte sostenuto e fomentato dall’opportunista e megalomane incisore, scrittore e giornalista Marc Theodore Burrit, si arroga il merito della salita e grazie alle falsità sostenute dallo stesso Burrit, riuscirà a prendersi l’intero merito della salita, screditando Paccard, che verrà riabilitato solo dopo la morte. Non a caso nel monumento eretto a Chamonix, il medico non è rappresentato ed è il solo Balmat a indicare a De Saussure la via del Monte Bianco.  

 

da  ‘A.Greci, Escursionismo consapevole in Valle d’Aosta, Idea Montagna Editoria e Alpinismo, Villa di Teolo 2018‘ 

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