Gran Paradiso, il primo Parco Nazionale istituito in Italia 

Costatata l’esigua popolazione superstite di stambecchi, nel 1821 Carlo Felice emana le cosiddette Patenti Reali, che vietano, se non al sovrano, la caccia allo stambecco. Questo decreto, non motivato certamente da sensibilità naturalistiche e conservative ma unicamente utilitaristiche, dato il grande prestigio della preda venatoria, consentì alla stambecco di sopravvivere nelle Alpi Occidentali e di evitare la totale estinzione. Si può affermare che la storia della protezione ambientale sulle Alpi e della lenta costruzione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, nasca paradossalmente proprio da questa attenzione per la caccia dei sovrani sabaudi. Quest’ultimi, negli anni successivi, accrescono la loro attenzione per queste valli proprio a causa dell’alto numero di stambecchi presenti.

Nel 1850, Vittorio Emanuele II, che allora era ancora Re di Sardegna ma che diverrà Re d’Italia nel 1861, incuriosito dai racconti del fratello Fernando che si era recato a caccia in Valle di Cogne in occasione di una sua visita alle miniere, raggiunge per la prima volta la Valle di Champorcher, valica l’omonima Fenêtre e scende in Valle di Cogne, dove uccide il suo primo stambecco e si rende conto dell’enorme potenziale venatorio di quest’area.

Vittorio Emanuele II

Vittorio Emanuele II @www.gri.it

Nel 1856, il re Vittorio Emanuele II dichiara queste montagne riserva reale di caccia, crea un corpo di guardie specializzate e fa costruire, tra il 1861 e il 1874, una rete di mulattiere di quasi 300 chilometri che si sviluppavano tra Valsavaranche, Valle di Cogne e Valle di Champorcher e che, in parte, si possono ammirare e percorrere ancora oggi. Il sovrano individua anche numerose postazioni dove collocare accampamenti fissi, prima costituiti da tende e in seguito sostituiti da vere e proprie “case di caccia”, che fungevano da “campi base” per le battute di caccia. Molti di questi edifici sono ancora conservati, quasi sempre riconvertiti a rifugi come nel caso dei rifugi Dondenaz, Savoia e Vittorio Sella, o in casotti del Parco Nazionale come nel caso di Orvieille. L’interesse per la caccia da parte dei sovrani sabaudi comincia a diminuire con Vittorio Emanuele III, seppur anche a lui si devono battute di caccia di notevole impatto come quella che portò all’abbattimento di ben 42 stambecchi in un solo giorno. L’ultima caccia reale avviene nel 1913.

Nel 1920, lo stesso Vittorio Emanuele III dona la riserva allo Stato italiano perché ne faccia un’area protetta. Il Parco Nazionale Gran Paradiso viene ufficialmente istituito nel 1922 con l’obbiettivo di “conservare la fauna e la flora e di preservare le speciali formazioni geologiche, nonché la bellezza del paesaggio”. Le parole presenti all’interno del Regio Decreto, riassumono tutta la ricchezza presente in quest’area.

Data istituzione: 1922

Estensione: 71.043,79 ettari

Massima elevazione: Gran Paradiso, 4061 m

Regioni: Valle d’Aosta, Piemonte

Valli principali:  Valle di Cogne, Valsavarenche, Val di Rhêmes, Valle dell’Orco, Val Soana

Sito webwww.pngp.it

da  ‘A.Greci, Escursionismo consapevole in Valle d’Aosta, Idea Montagna Editoria e Alpinismo, Villa di Teolo 2018’ 

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