La bellezza non sazia mai. Il racconto di Andrea sulla stagione di salite del terzo volume.

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Anche quest’anno le cime erano tante, le incognite su alcune salite rimanevano anche dopo i mesi di studio sulla carta, le speranze in un’estate metereologicamente favorevole restavano sempre al primo posto, così come l’obbiettivo di mantenere alti l’entusiasmo e la determinazione, la volontà di riempirsi ancora di bellezza e di saperla trasmettere a chi leggerà il libro. A metà giugno la Valle di Champorcher mi ha ospitato per le prime salite, dove i colori delle fioriture sui pascoli più bassi si stagliavano contro il candore degli estesi nevai che ricoprivano i versanti settentrionali di quasi tutte le cime. Un luglio di sole ha fatto velocemente salire le ascensioni archiviate ma anche l’usura delle articolazioni, che giustamente si sono ribellate. Sono gli inconvenienti del nostro lavoro, ma quando capitano al centro della stagione diventano problemi. 

Gli sconfinati spazi dei valloni che si affacciano sulla Valle Centrale mi hanno accolto nuovamente a settembre e poi soprattutto in un ottobre denso di emozioni e carico di metri di dislivello. Mi sono incantato davanti alla parete nord dell’Emilius rivestita delle prime nevicate nel Vallone di Arpisson, ho potuto gustare il silenzio autunnale sulle dorsali di Pila, immergermi nei caldi calori dei larici nel Vallone di Saint Marcel e nei grandi spazi della Val Clavalité. Ancora una volta il fine settimana di Ognissanti ha segnato la conclusione delle salite e la luce tagliente di fine ottobre ha scolpito nuovamente negli occhi e nella mente un’estate dove come sempre gioia e fatica hanno convissuto. La settimana successiva stavo già studiando le salite del volume dedicato al Gran Paradiso segno che, nonostante le difficoltà, la voglia di tuffarmi ancora tra le valli aostane in direzione delle loro vette è ancora intatta.

Andrea

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