Tre passi a 4000!!

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Monte Rosa è sinonimo di tante cose. Alpinisticamente parlando è il regno dell’alta quota, dei quattromila e dei ghiacciai. Per questo come prima salita era quasi d’obbligo partire da lì, dalla più alta, anche solo per un simbolico buon auspicio… ”tutto il resto poi, sarà in discesa” 🙂 E così dalla quota zero della pianura padana in poche ore ci catapultiamo a 3000 metri al Passo dei Salati.

Per facilitare un poco l’acclimatamento non prendiamo l’ultimo troncone della funivia e saliamo a piedi. La scelta non deve essere molto popolare visto che non incontriamo nessuno e le tracce sono pochissime. Saliamo tra le nebbie in un’atmosfera irreale, tetra e silenziosa, più da film horror che da avvicinamento a uno dei posti più frequentati delle Alpi. Messo piede al Rifugio Gnifetti, torniamo però velocemente a una chiassosissima realtà, in uno strano mix di alpinisti di tutte le età e provenienze, accomunati dallo stesso obbiettivo di una salita oltre quota 4000. D’obbligo un piccolo plauso allo chef del rifugio, cena che merita e che per qualche minuto fa dimenticare qualsiasi mal di montagna.

Il giorno seguente, solita sveglia prima dell’alba, solita ‘passeggiata’ per ghiacciai, solito viaggio oltre le nuvole per toccare le vette più alte del Rosa, solita lotta interiore di un fisico che quest’anno ha più l’allenamento per giocare a bocce che per scalare le montagne e l’irrefrenabile voglia di salire per guardare il mondo all’ingiù. Il risultato è una fantastica giornata sopra le nuvole oltre quota 4000, dalla Zumsteain (4564 m), alla Punta Parrot (4436 m) passando per la Punta Gnifetti (4554 m) e la celebre Capanna Margherita.

Continua… (per normali molto meno conosciute!!)

Federico

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